La PEC (Posta Elettronica Certificata) è un indirizzo email con valore legale equivalente alla raccomandata con ricevuta di ritorno. Nelle aste giudiziarie telematiche è spesso obbligatoria per ricevere comunicazioni ufficiali dal gestore vendite, dal delegato o dal tribunale. Senza PEC, non è possibile partecipare a molte aste online.
A cosa serve la PEC nelle aste
- Registrazione sul portale del gestore vendite: tutti i gestori autorizzati richiedono indirizzo PEC al momento dell’iscrizione;
- Ricezione del verbale di aggiudicazione: notificato via PEC con valore legale;
- Comunicazioni del delegato: termini di saldo, decreti, eventuali contestazioni;
- Contatti col custode: alcuni preferiscono PEC alla email ordinaria;
- Comunicazioni col tribunale: per ricorsi, opposizioni o altri atti formali.
Come ottenere una PEC
La PEC si attiva tramite uno dei gestori autorizzati AgID. Costi indicativi:
- Aruba PEC: ~€7-15/anno (a seconda del piano);
- Postacert (Poste Italiane): ~€25-30/anno;
- Legalmail (InfoCert): ~€25/anno;
- PEC Pro (Aruba): piani per professionisti €25+/anno.
Per le aste è sufficiente una PEC base personale. Procedura di attivazione: registrazione online, riconoscimento via SPID/CIE/webcam, attivazione in 24-48 ore.
Quanto serve davvero
Per chi partecipa a una sola asta, la PEC è un costo “una tantum” (€10-30 per il primo anno). Per chi partecipa abitualmente, il costo si distribuisce su più operazioni e diventa marginale.
Differenza con email ordinaria
| Aspetto | Email ordinaria | PEC |
|---|---|---|
| Valore legale | Nessuno | Equivale a raccomandata |
| Ricevuta consegna | Non garantita | Garantita e firmata |
| Costo | Gratuita | €7-30/anno |
| Gestori abilitati | Qualsiasi | Solo provider AgID |
PEC per aziende vs privati
Per le aziende la PEC è obbligatoria dal 2009 (deve essere comunicata al Registro delle Imprese). Per i privati non è obbligatoria, ma diventa indispensabile per molte attività online: aste, concorsi pubblici, comunicazioni con la PA.