L’aggiudicazione è il momento in cui un’asta giudiziaria si chiude e viene individuato il vincitore: il partecipante che ha offerto il prezzo più alto. Non è ancora trasferimento di proprietà — quello arriva con il decreto di trasferimento — ma è l’atto che vincola l’aggiudicatario al saldo e attiva i tempi della procedura post-vendita.
Quando avviene
Subito dopo la fase di gara (o, se c’è una sola offerta valida, dopo l’apertura delle buste). Il professionista delegato verbalizza l’aggiudicazione provvisoria a favore del miglior offerente.
Aggiudicazione provvisoria vs definitiva
- Aggiudicazione provvisoria: dopo la chiusura della gara, vincolante per l’aggiudicatario ma soggetta a possibili eventi (es. nelle aste con incanto, l’aumento di un sesto entro 10 giorni);
- Aggiudicazione definitiva: diventa tale quando è scaduto il termine per impugnative o aumento di un sesto, oppure dopo il saldo del prezzo.
Nelle vendite senza incanto (la maggioranza) non c’è aumento di un sesto: l’aggiudicazione è di fatto definitiva subito.
Cosa fare dopo l’aggiudicazione
- Ricezione del verbale di aggiudicazione dal delegato (di solito stesso giorno);
- Calcolo del saldo: prezzo aggiudicazione − deposito già versato;
- Organizzazione del pagamento: bonifico, mutuo se previsto, vendita di altri asset;
- Saldo entro 120 giorni (60 per i mobili): bonifico alla procedura con causale RGE;
- Attesa del decreto di trasferimento: emesso dal giudice 30-60 giorni dopo il saldo;
- Trascrizione e voltura catastale: a cura del delegato;
- Liberazione dell’immobile se occupato (vedi guida dedicata).
Cosa succede se non saldi
Decadi dall’aggiudicazione:
- Perdi il deposito cauzionale (incamerato dalla procedura);
- Il bene viene rimesso all’asta;
- Se il prezzo della rivendita è inferiore al tuo, devi pagare la differenza (art. 587 c.p.c.);
- Possibile segnalazione e azioni legali.
Per i tempi e modalità del decreto vedi decreto di trasferimento.